Make your own free website on Tripod.com

 

 

Vi assicuriamo che l'anima di questo sito s'ispira puramente ai Celti 

 

   

Ritorna la Storia un Film assolutamente da non perdere, una Produzione interamente europea, un'occasione unica per conoscere la verità, Vercingetorix 

 


 

  France il maggiore centro archeologico celtico d'Europa

vale un viaggio



 

Vogliamo segnalarvi alcuni libri d'interesse celtico

  

L'ALPE - Culture e testimonianze dell'Europa Alpina
 
Questa nuova pubblicazione, nata nel dicembre del 1999 in collaborazione con il partner francese Glénat e diretta da Enrico Camanni, è giunta al suo terzo numero e rappresenta la prima rivista internazionale dedicata alla cultura della montagna, alla sua gente e alle sue tradizioni, tra passato e divenire.
 
Il numero 1 (dicembre 1999) è stato dedicato alla storia dell'uomo sulle Alpi, da Otzi (la famosa mummia del Similaun) fino al 2000. Il numero 2 tratta l'affascinante universo del bestiario alpino, dai miti dell'antichità fino allo straordinario ritorno dell'orso e dei grandi predatori sulle Alpi. Il numero 3 è in edicola dal dicembre 2000.
 
La rivista, che ha cadenza semestrale (dicembre e giugno), si può trovare in edicola e nelle librerie specializzate ad un prezzo di Lit. 19.500 (sono previste condizioni particolari per chi si abbona).
 
Per eventuali informazioni: PRIULI & VERLUCCA - CP 245 - 10015 IVREA
(tel: 0125-239929; fax: 0125-230085; e-mail: priuli.e.verlucca@iol.it)
 
Della stessa casa editrice segnaliamo i seguenti testi:
 
- L'UOMO SELVAGGIO: ANTROPOLOGIA DI UN MITO DELLA MONTAGNA di Massimo Centini
- ASTRONOMIA E GEOMETRIA NELLE ANTICHE CHIESE ALPINE di Adriano Gaspani
- ACQUE, PONTI, DIAVOLI NEL LEGGENDARIO ALPINO di Piercarlo Jorio
- SENTIERI PERDUTI: UN SISTEMA CELTICO DI ALLINEAMENTI di Riccardo Petitti
 
Oltre ai testi qui sopra segnalati, ricordiamo che il ricchissimo catalogo della P&V offre moltissimi altri titoli di grande interesse per tutti coloro che desiderano approfondire il tema dell'antropologia e della cultura alpina.
 
Segnalazione a cura di Andrea Mascetti

corsi per cornamuse italiane, francesi, scozzesi, irandesi con le modalità per iscriversi.

 
Per vedere le novità del sito, tra cui un METODO PER ZAMPOGNA cliccare su:
 
www.ticino.com/usr/ilario
 

STORIA e CULTURA

* Marco Fulvio Barozzi,

I Celti e Milano

Edizioni della Terra di Mezzo

La storia e la tradizione dei Celti, qui esposte in maniera breve ma rigorosa, permettono di gettare una nuova luce sulla leggenda, tramandata da Tito Livio, secondo la quale Milano fu fondata da Belloveso, condottiero gallico, a seguito dell¹invasione della Pianura Padana. Infatti, accanto alla consueta interpretazione dei fatti riportati, basata sui dati storici, archeologici e linguistici, l¹Autore ne propone una complementare e alternativa, che si basa sull¹analisi dei simboli, l¹unica che può penetrare nell¹universo delle civiltà premoderne, "tradizionali", nelle quali gli uomini parlavano il linguaggio del mito. Il confronto con le tradizioni Celtiche del Galles e dell¹Irlanda consente così di leggere in modo diverso la leggenda medievale che assegna ad una "scrofa semilanuta" un ruolo importante nella fondazione di Mediolanum; in questo modo la città si rivela come il centro geografico e religioso del celtismo a Sud delle Alpi, immagine del "Centro del Mondo".

* Neil Christie

I Longobardi ­ storia e archeologia di un popolo,

ECIG

Precursori ed eponimi dei Lombardi, i Longobardi sono a tutti noti per il lungo dominio che esercitarono sull¹Italia. Meno nota è forse la vicenda che li portò, nell¹arco di cinque secoli, dal tumultuoso magma delle tribù germaniche del I secolo, alla Pannonia e alla Guerra Gotica, per stabilire la loro definitiva residenza nel "giardino d¹Europa". Della complessa storia, fatta di commistioni, affinamenti e acculturazioni, intrisa, come ogni grande storia, di coraggio e di ferocia, di onestà e tradimento, di giustizia e di vendetta, l¹Autore fornisce un quadro esauriente ed aggiornato, mettendo in campo le scoperte e le ipotesi più recenti dell¹archeologia urbana e rurale: attraverso ossa, spille e collane, egli riesamina i troppi luoghi comuni che "dagli atrii muscolosi, dai Fori cadenti" hanno evinto una società in completo regresso, e ne evidenzia la precarietà concettuale e scientifica per riportare nella giusta prospettiva i costumi, le leggi e la vita dei guerrieri dalle "lunghe barbe" e delle loro bionde, esili compagne.

* Gualtiero Ciola

Noi, Celti e Longobardi,

Edizioni Helvetia

Per millenni stirpi diverse sono calate dal Nord nella Penisola eleggendola a Seconda e poi Prima Patria del proprio destino e fondendo con gli abitatori autoctoni il proprio sangue che ha suscitato poi quelle particolari etnie padano-italiche che altro non sono se non somma algebrica in positivo del "Genio", sia in senso apollineo sia in senso dionisiaco. Indoeuropei, Umbri, Latini, Liguri, Veneti, Celti e Germani, sono i protagonisti della ricerca che tende ad avvicinarli a noi tanto da avvertirne, quasi palpabile, la presenza (processo dell¹Eterno Ritorno) anche negli avvenimenti della nostra Storia più recente. Tali nostri antenati non vi vengono punto esposti alla stregua di relitti archeologici, da confinare o dimenticare nei Trattati di Storia e nei Musei, bensì quali entità viventi in noi e capaci di influenzare ancora, in modo determinante, le nostre scelte ed azioni; ciò perché Noi, Celti e Longobardi è scritto nel modo in cui ciascuno di noi, per prima pulsione, l¹avrebbe fatto: con spirito "barbaro" che, vigile, alligna negli insondabili precordi della memoria, pronto ad uscire se evocato a testimoniare "dal Vero". Questi "intrusi", per secoli latenti, in quest¹epoca di vasti disvelamenti sociologici trovano finalmente un "medium" per potersi esprimere ai contemporanei nostri con le loro intime idealità, con gli scopi immanenti ed epocali che li videro protagonisti titanici nella lotta del divenire, precursori designati del nostro presente. C¹è ragione di andare giustamente fieri di questa nobile "componente barbarica" che sonnecchia in noi, sobbalzando di tanto in tanto al suono di una magica ocarina che aduna e raccoglie concetti primordiali di elevata civiltà universale: sete di libertà, di giustizia; fedeltà alla parola data, coraggio, senso dell¹onore (quest¹ultimo ahimè termine desueto ai giorni nostri dove tutto ed il suo contrario si equivalgono). Concetti che, in un¹ottica rovesciata della storia ufficiale sono la vera chiave di lettura dell¹antico quesito: Œdonde veniamo e dove andiamo¹.

 


 

torna alla prima pagina