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il motivo solare 

 

 

  l'Unicorno e i due lupi d'Odino 

 

 

 

 

 

 

 

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Da Chi Discendiamo?

di : Juanin Salinas

Molta superstizione e mistero circondano il popolo dei Celti. Spesso furono definiti sommariamente una stirpe di barbari feroci. Al contrario fu un grande popolo, mistico, amavano la Natura, gli Animali, furono, poetico, inventivo, pieno di risorse e di virtù. Furono guerrieri coraggiosi, mercenari affidabili, orafi, conoscevano i segreti dei metalli, avevano una moneta unica, una lingua, furono i primi cittadini dell'Europa Unita di 4000 anni fa. Sono ancora presenti, con i loro monumenti, in Irlanda, in Bretagna, nella Galizia, in Scozia, nella Francia meridionale, in Piemonte, nei Paesi Scandinavi, nelle Alpi, sui Pirenei, fino in Portogallo, vi sono testimonianze della presenza celtica, sin dal tardo Neolitico, La civiltà di La Tène nella Svizzera. Sette europei su dieci portano una componente celtica nel loro DNA.. Galli per gli antichi Romani dopo secoli di lotte, si amalgamarono con la civiltà latina, divennero imperatori, da schiavi a cittadini romani, portarono la civiltà cristiana a Nord dell'Europa, serbando gelosamente i loro riti ancestrali risalenti all' Odinismo .

Molto si è scritto sui nostri atavici progenitori, molte cose furono sommariamente dette ed interpretate. Negativamente. Iniziamo ad analizzarli dal lato spirituale. 

Sliepnir il Cavallo a otto gambe 

Il misticismo dei Celti non concorda con le interpretazioni degli antichi Romani. I Celti celebravano una religione formatasi ai tempi primordiali dell'immigrazione delle popolazioni dell'Europa settentrionale, verso Occidente. Molte loro divinità furono trasformate in Eroi, autentici miti della nazione celtica alla portata cosmologica degli eventi, la lotta dei Dann e i giganti Fomori potrebbero essere derivati dai miti d'Odino, le lotte fra Asi e Vani. Altra divinità delle religioni panceltica Tautares o Taranis delle popolazioni della Gallia (il dio del Tuono) Thor, figlio di Odino, diventato Zeus per i greci e Giove per i Romani. Che i Celti avessero molte affinità religiose con la sfera scandinava lo evidenziano le figurazioni mitologiche incise sul "Calderone" in argento nel Museo Nazionale di Copenaghen.

Del tessuto religioso, sociale sì Occupavano i Druidi e le Druidesse, con i poeti-cantori, i Bardi. Sacro era il vischio cresciuto sulle querce che serviva per i riti delle Stagioni Beltene ai primi di maggio, Lugnasad inizio d'agosto, Inbolc 1 Febbraio, Sambuin 1 Novembre.

L'influsso nelle lingue europee dei Celti è notevole, se prendiamo come esempio la parola Ricco Reich, Rich, Rick, cosi come le varie topologie europee, sono ricavate dalla lingua celtica, in più il latino stesso fu influenazato dalla parlata delle popolazioni pre romaniche. La città di Bologna, o Boulogne sur la Mer deriva dalle popolazione celtiche dei Boj, come la regione della Boemia. La stessa Milano non deriva dal latino Mediolanum, ma da un sinonimo celtico. Per quanto ci riguarda la civiltà celtica in Italia Settentrionale e la relativa lingua prealpina porta radici profonde fino alla civiltà neolitica di Tène con gli scambi commerciali fra le varie tribù dei villaggi lacustri, prima della discesa definitiva nella pianura padana nel 400 a.C. La loro audacia descritta da Diodoro Siculo il primo celtista in epoca romana descrive gli eserciti dei Celti come:

La loro armatura comprende scudi diversamente decorati e a grandezza d'uomo. Su alcuni di questi si trovano degli animali di bronzo sporgenti, che hanno funzione sia decorativa sia di difesa. Sulla testa portano elmetti di bronzo, con grandi figure sporgenti, che fanno apparire enormi coloro che li indossano. In taluni casi delle corna di toro sono tutt'uno con l'elmo, mentre in altri esso presenta figure in rilievo di parti anteriori d'uccelli o di quadrupedi. Le loro trombe sono di foggia peculiarmente barbarica: soffiando in esse producono un suono assordante che si addice ai tumulti di guerra. Alcuni indossano sul petto piastre di ferro, mentre altri preferiscono combattere nudi, a questi, dicono di preferire la corazza che gli ha fornito Madre Natura. portano spade lunghe trattenute con una catena di ferro o di bronzo che pendono dal loro fianco destro. Le lance che brandiscono in battaglia che loro chiamano lanciae hanno punte di un cubito o più di lunghezza e poco meno di due palmi di larghezza, i loro dardi hanno punte più lunghe di spade.

Lo scrittore romano ci fece pervenire ottime informazioni sui popoli dei Celti. Le molte vestigia che sono sparse in tutte l'Europa danno un quadro abbastanza completo di come vivevano, rimane oscuro l'origine dei loro riti tribali, come i sacrifici umani o lo stacco della testa del nemico ucciso in battaglia. Ci sono pervenute i loro poemi, la musica, le stoffe variopinte, e innumerevoli utensili, usati ancora oggi, come sei mila anni fa.

abc

Bibliografie :

"De Kelten" Venceslav Kruta - Standart Uitgeverij Antwerpen - Dionisius Siculo